…lavorare insieme per iniziare a prenderci carico del disagio conclamato (illegalità, alcolismo…) e della marginalità di alcuni gruppi di immigrati della zona della stazione.

Dal nostro osservatorio emerge che la zona della stazione è una sorta di ritrovo naturale per molte persone, anche per persone e gruppi a disagio, che vivono di espedienti e nella marginalità, commettendo atti illegali.
Sono persone che contribuiscono fortemente a creare disagio anche nei residenti e in chi lavora nella zona con alcuni comportamenti incivili.

CittA@ttiva, ha deciso di intervenire sul problema con un progetto di inclusione sociale e di coinvolgere le comunità di migranti, le associazioni e le realtà interessate a collaborare, cercando strategie partecipate e condivise non preconfezionate.

Nel 2009 alcuni rappresentanti del Gruppo Guida insieme ai mediatori di CittA@ttiva hanno organizzato incontri mirati con rappresentanti delle associazioni migranti, dalle quali è emersa una chiara lettura condivisa del problema. Esistono piccoli gruppi di migranti, perlopiù noti a tutti, che passano le giornate nei pressi della stazione e dell’Isola San Giovanni, bevendo e spacciando.

Nel 2009 l’Associazione Cultura Islamica ha sperimentato insieme a CittA@ttiva un percorso di conoscenza e di avvicinamento a queste persone, con la finalità di limitare il disagio e la marginalità dei gruppi di maghrebini nella zona della stazione/Isola San Giovanni.

A partire da domenica 19 luglio 2009, l’Associazione ha organizzato delle uscite con l’obiettivo di avvicinare, conoscere e coinvolgere quei soggetti di origine maghrebina che sono soliti stazionare, ubriacarsi e spacciare nei pressi dell’Isola San Giovanni, dei giardini Speyer, di Viale Pallavicini. Le uscite si sono svolte il sabato e la domenica nel tardo pomeriggio (dalle 17 circa). Queste uscite sono state condotte da gruppetti di 3 persone circa: 2 giovani e un signore più anziano che solitamente conduce le preghiere e che, grazie alla sua età ed alla sua autorità religiosa, può essere in grado di esercitare una buona influenza sui destinatari dell’intervento. Nel corso delle uscite si è provato a coinvolgere le persone più a disagio nelle attività dell’Associazione con lo scopo toglierli dalla strada, restituendo loro legami sociali ed affettivi ed aiutandoli ad inserirsi nella società.

RISULTATI DELL’INIZIATIVA

Il percorso ha portato ad incontrare circa 30 persone, alcune delle quali si sono dimostrate più chiuse e non interessate all’approccio dell’Associazione Islamica, mentre altre si sono avvicinate alla cosiddetta “moschea” partecipando agli incontri religiosi e non solo. Per queste persone è la possibilità di trascorrere momenti di convivialità in un clima amichevole e fraterno, con indubbio giovamento. Al contrario, una minoranza di persone che ha rifiutato l’approccio sembra non voler cambiare la propria condizione e voler continuare a vivere di spaccio e illegalità.

INIZIATIVE IN RETE PER IL SOSTEGNO E L’INCLUSIONE SOCIALE

Nell’inverno 2009 e anche in quello 2010 la presenza di persone senza fissa dimora, in particolare italiane, è cresciuta. Gli operatori di CittA@ttiva hanno conosciuto il gruppo di persone che durante la giornata trascorrono alcune ore nei pressi della stazione. Non potendo farsi carico di queste persone, CittA@ttiva ha incontrato le associazioni del Tavolo Povertà del Comune di Ravenna (Caritas, Comitato Cittadino Antidroga, Consorzio per i Servizi Sociali, Parrocchia di San Rocco, Tracce…) ed ha aggiornato un opuscolo con indicazioni pratiche per chi è in condizioni di bisogno: dove dormire, dove cercare lavoro, dove curarsi…

L’opuscolo, curato da Roberta (in borsa lavoro a CittA@ttiva), rivolto anche a tutte quelle persone che vogliono poter informare le persone in difficoltà, in questo modo aiutandole. Superata la paura o l’indifferenza nei confronti di chi vive per strada, è possibile ed è bello aiutarli e fornire loro la conoscenza di alcuni servizi.